Spesso i meno esperti che ci contattano per venire in escursione ci pongono la fatidica domanda: “Come mi vesto?”.

In montagna vale la regola della cipolla. Ci si veste sempre a strati, sia d’estate che d’inverno!

E’ vero che guardando il meteo da casa leggerete, soprattutto d’inverno, temperature che sembrano improponibili ma è vero anche che, facendo trekking, ci si scalda parecchio e un abbigliamento troppo pesante potrebbe rendervi faticosa, se non addirittura impossbile, la salita, e procurarvi fastidiosi colpi di calore che, alla prima ventata, vi saranno fatali.

Sono tre gli strati che dovrete indossare.

Il primo è quello interno che deve garantire comfort, leggerezza e traspirabilità. Sarà lo strato a contatto con la pelle e deve necessariamente essere una maglietta aderente, elasticizzata e ben traspirante, in materiale tecnico, come il micropoliestere. La lana, infatti, se sudate, non asciugherà mai e vi terrete il bagnato sempre a contatto con il corpo. Una buona traspirabilità dei capi significa quindi una migliore termoregolazione.

Il secondo strato, quello intermedio, è il vero strato termico: la classica felpona calda, per intenderci, che dovrà essere opportunamente elasticizzata per favorire i movimenti e che diventerà lo scudo protettivo da frapporre tra il primo strato e l’esterno.

Infine giungiamo al terzo strato, l’ultimo, che sarà quello antipioggia e antivento e che, genericamente, viene chiamato “guscio”. Il suo compito è proteggere adeguatamente i due strati sottostanti per non farli bagnare in caso di pioggia o neve e per non far filtrare l’aria nelle giornate di vento. Se dovete ancora pensare ad acquistarlo vi suggeriamo di prenderlo con cappuccio incorporato e regolabile al corpo con dei laccetti per stringerlo o allentarlo, utili per migliorare l’aderenza in caso di freddo o pioggia.

Spesso, camminando, anche nei mesi di freddo intenso, il secondo strato, viene riposto nello zaino, appena la salita comincia a farsi più impegnativa e, sorprendentemente, se non c’è vento e non è ancora sera, potreste ritrovarvi addirittura a camminare in maglietta.

Alla prima sosta però, dopo poco che rimarrete fermi, il secondo strato tornerà ad esservi molto utile e la felpona calda uscirà nuovamente dallo zaino per frapporsi tra l’intimo e il guscio.

Raccomandiamo sempre di portare con voi dei calzini pesanti da calzare alla partenza nello scarpone in goretex (indispensabile sulla neve), un cappello, dei guanti ben imbottiti e occhiali da Sole.

Le estremità del corpo, infatti, sono punti importanti di dispersione del calore, i primi che sentirete il bisogno di scoprire quando avrete caldo ma anche i primi che avrete necessità di coprire quando sentirete freddo. E gli occhiali da Sole saranno preziosi alleati contro il riverbero accecante del Sole sulla neve e anche contro il vento negli occhi.

Presto penseremo anche allo zaino…